1885: l’esodo dall’Asinara e la nascita di Stintino

Quando navighiamo nel Golfo con il Professore, l’Asinara è sempre lì, lunga e bassa all’orizzonte. Per gli ospiti è un parco nazionale, per molte famiglie di Stintino è il posto da cui arrivano i bisnonni. Il paese da cui partiamo ogni giorno esiste per un motivo preciso: l’esodo dall’Asinara del 1885, quando lo Stato decise che l’isola doveva diventare un lazzaretto e una colonia penale, e chi ci viveva dovette andarsene.

In questo articolo raccontiamo solo quella storia: chi abitava l’isola, cosa stabiliva la legge, dove andarono le famiglie e come nacque il borgo. Per un quadro più ampio del paese di oggi trovi la nostra pagina su Stintino.

In breve

Nel 1885 la legge del 28 giugno n. 3183 destinò l’Asinara a colonia penale agricola e stazione sanitaria di quarantena. I circa 500 abitanti, pastori sardi e pescatori in gran parte di origine ligure, furono costretti a lasciare l’isola. Una parte si disperse tra Porto Torres e la Nurra. 45 famiglie, dopo una trattativa con il Governo, fondarono Stintino: la data ufficiale è il 14 agosto 1885.

Chi viveva all’Asinara prima del 1885

Nell’Ottocento l’Asinara era un’isola abitata e lavorata. Il Parco Nazionale descrive la popolazione di quegli anni come un insieme di pastori di origine sarda e di famiglie di pescatori arrivate dalla Liguria e da altre parti d’Italia. I pastori tenevano il bestiame negli altipiani dell’interno, i pescatori vivevano sulle cale.

Il nucleo dei pescatori aveva un luogo preciso: Cala d’Oliva, sulla costa orientale. Alla fine del Settecento un mercante di Camogli, Peragallo, cominciò a pescare stabilmente in questi mari e attorno a lui si formò il gruppo che diede vita al villaggio. Nel 1833 gli storici Vittorio Angius e Goffredo Casalis contavano a Cala d’Oliva 25 famiglie, tutte provenienti da Camogli. I cognomi ricordati dagli studi locali suonano ancora familiari a Stintino: Schiaffino, Denegri, Maiolo, Valle.

Ai liguri si aggiunsero nel tempo altri pescatori dal Tirreno centrale e meridionale: il Centro studi sulla civiltà del mare di Stintino ricorda immigrazioni da Ponza, Procida e Resina e i corallari di Torre del Greco. Era una comunità mista, legata al mare e alla tonnara, che parlava più dialetti e condivideva la stessa isola.

La costa collinare dell'Asinara vista dal mare del Golfo
L’Asinara vista dal mare: prima del 1885 qui vivevano pastori sardi e pescatori liguri.

La legge del 1885: lazzaretto e colonia penale

A metà degli anni Ottanta dell’Ottocento il Regno d’Italia cercava due cose. La prima era un luogo isolato dove mettere in quarantena gli equipaggi delle navi sospettate di portare malattie contagiose. La seconda era una nuova colonia penale agricola: detenuti che scontavano la pena lavorando la terra all’aperto.

L’Asinara aveva quello che serviva: era grande, poco abitata e separata dalla terraferma da un braccio di mare. Dopo un lungo dibattito in Parlamento, la legge del 28 giugno 1885 n. 3183 stabilì l’esproprio delle terre e la nascita delle due strutture. A Cala Reale sorse il lazzaretto. Il resto dell’isola passò alla colonia penale, divisa in diramazioni sparse sul territorio, con il centro a Cala d’Oliva.

Per la popolazione la conseguenza fu una sola: andarsene. Il Parco lo dice senza giri di parole: le famiglie furono allontanate con la forza e costrette a lasciare case e terreni (fonte: Parco Nazionale dell’Asinara).

Lo sapevi?

La confraternita più antica di Stintino è più vecchia del paese. La Confraternita della Beata Vergine della Difesa fu fondata nel 1865 dagli abitanti dell’Asinara, vent’anni prima dell’esodo. Le famiglie la portarono con sé sulla terraferma, e da allora non ha mai smesso di eleggere un priore.

L’esodo dall’Asinara: dove andarono le famiglie

Gli isolani non partirono tutti insieme e non andarono tutti nello stesso posto. Le fonti concordano su circa 500 abitanti al momento dell’esproprio. Molti pastori sardi scelsero di restare vicino ai luoghi di origine e si spostarono verso Porto Torres e le campagne della Nurra. Altri si dispersero nel nord della Sardegna.

Il gruppo più compatto fu quello dei pescatori di Cala d’Oliva, insieme ad alcune famiglie di pastori. Erano 45 famiglie. Dopo una serie di trattative con il Governo decisero di restare unite e di fondare un nuovo insediamento sulla costa di fronte all’isola, vicino alle poste di pesca che conoscevano da sempre. È il numero che ancora oggi a Stintino tutti ricordano: i 45.

Le famiglie comprarono il terreno con le poche risorse ricevute come indennizzo. Nei primi mesi, in attesa delle case, trovarono ospitalità e lavoro presso la Tonnara Saline, lo stabilimento che per quasi un secolo sarebbe stato il cuore economico del paese.

Cosa successe alle case di Cala d’Oliva

Il villaggio dei pescatori non sparì. Le case basse e bianche di Cala d’Oliva diventarono la sede del comando della colonia penale e l’abitazione delle guardie con le loro famiglie. Per più di un secolo l’isola fu un carcere, fino alla nascita del Parco Nazionale nel 1997. Oggi chi guarda le casette di Stintino e quelle di Cala d’Oliva nota subito la somiglianza: sono state costruite dalla stessa gente.

La fondazione di Stintino: il 14 agosto 1885

Stintino ha una data di nascita precisa, cosa rara per un paese: il 14 agosto 1885. Il borgo fu costruito seguendo un piano regolatore ordinato, su una stretta penisola tra due bracci di mare, Porto Minori e Porto Mannu. Strade dritte, case piccole e allineate, il mare da una parte e dall’altra (fonte: Monumenti Aperti Stintino 2025).

Foto storica della Tonnara Saline di Stintino, dove le famiglie dell'Asinara trovarono lavoro nel 1885
La Tonnara Saline: qui le 45 famiglie trovarono ospitalità e lavoro in attesa delle case.

La vita del nuovo paese girava attorno al mare. La Tonnara Saline restò la principale fonte di lavoro fino ai primi anni Settanta del Novecento. Le barche erano gozzi a vela latina, come il nostro: nel 1934 Stintino contava 231 abitanti e circa 70 imbarcazioni a vela latina. Di quella stagione del paese abbiamo parlato nell’articolo sulle tradizioni marinare di Stintino.

Per oltre un secolo Stintino fu una frazione del Comune di Sassari. L’autonomia arrivò solo nel 1988, dopo una lunga battaglia degli abitanti.

Perché si chiama Stintino

Il nome viene proprio dalla forma del luogo scelto dai 45. La lingua di terra tra Porto Minori e Porto Mannu era chiamata Isthintini, una parola del sassarese che significa “intestini”, “budello”. Il riferimento è alle due insenature lunghe e strette che entrano nella terra.

Con il tempo Isthintini è stato italianizzato in Stintino. Secondo un articolo dell’Unione Sarda dedicato ai discendenti degli esuli, il nuovo villaggio in origine si chiamava Cala Savoia, ma il nome popolare legato alla forma del porto ha avuto la meglio.

Il borgo di Stintino tra Porto Minori e Porto Mannu, le due insenature che danno il nome al paese
Le case del borgo tra le due insenature: Isthintini, il budello.

Cronologia dell’esodo e della fondazione di Stintino

Anno Cosa succede
Fine Settecento Pescatori di Camogli cominciano a pescare stabilmente all’Asinara. Nasce il villaggio di Cala d’Oliva.
1833 Angius e Casalis contano a Cala d’Oliva 25 famiglie di origine camoglina.
1865 Gli abitanti dell’isola fondano la Confraternita della Beata Vergine della Difesa.
28 giugno 1885 Legge n. 3183: esproprio delle terre, lazzaretto e colonia penale agricola all’Asinara.
14 agosto 1885 Data di fondazione di Stintino, nato da 45 famiglie dell’isola.
Primi anni ’70 Chiude la Tonnara Saline, per decenni il principale lavoro del paese.
1988 Stintino si stacca da Sassari e diventa Comune autonomo.
1997 Istituzione del Parco Nazionale dell’Asinara.
2023 I discendenti degli esuli fondano l’associazione Comunità Sinarischa.

Cosa resta oggi della memoria dei 45

A Stintino l’esodo non è un capitolo chiuso nei libri. Si vede, si festeggia e si tramanda.

La Madonna della Difesa e la processione a mare

La Beata Vergine della Difesa è la patrona del paese. La confraternita nata all’Asinara nel 1865 è ancora attiva: ogni stintinese che abbia compiuto 12 anni può iscriversi, e ogni anno un priore organizza la festa dell’8 settembre con la tradizionale processione a mare. In oltre centocinquant’anni si sono succeduti più di cento priori. La sede, inaugurata nel 2008, custodisce i documenti originali, gli abiti e la galleria fotografica di tutti i priori. Durante i giorni della festa si rievoca anche il viaggio del Postale, la barca a vela latina che portava la posta tra Stintino e Porto Torres.

Il 14 agosto e il Raduno dei 45

Ogni anno il 14 agosto il paese festeggia il compleanno della fondazione con i fuochi d’artificio sul lungomare Colombo. Lo stesso giorno si svolge il Raduno dei 45, una veleggiata organizzata dall’ASD Sottovento insieme al Comune, che ricorda l’esodo del 1885 e coinvolge anche il Parco Nazionale dell’Asinara e Porto Torres (fonte: L’Unione Sarda).

La Comunità Sinarischa

Nel 2023 i discendenti degli esuli hanno fondato un’associazione, la Comunità Sinarischa. L’obiettivo è ricostruire la composizione delle famiglie che vivevano sull’isola al momento dell’abbandono: censimenti delle case, capi di bestiame, colture, pescatori delle diverse cale. Tra i progetti c’è un museo con le ricostruzioni delle abitazioni di pescatori, pastori e contadini, con arredi e attrezzi dell’epoca.

Se vuoi conoscere l’isola com’è oggi, dopo il carcere e con il parco, trovi la nostra guida all’isola dell’Asinara.

Il Golfo dell’Asinara visto da chi ci è nato

I 45 scelsero questa costa per un motivo pratico: da qui potevano continuare a vivere del mare che conoscevano. Le poste di pesca e i venti del Golfo erano gli stessi di prima. Cambiava solo la riva da cui si partiva.

Quando usciamo dal porto di Stintino a vela latina, navighiamo proprio in quel tratto di mare. Da una parte il borgo con le sue due insenature, dall’altra l’Asinara e le sue coste. È il modo più semplice per capire la geografia di questa storia: la distanza tra le due rive, la forma del porto che ha dato il nome al paese, l’acqua che per generazioni ha dato da vivere a queste famiglie.

La vela latina del Professore nel Golfo dell'Asinara, con l'isola all'orizzonte
Il Golfo tra Stintino e l’Asinara, il mare dei 45.

Naviga il mare dei 45, a vela latina

Mezza giornata a bordo del Professore, gozzo storico in legno, al massimo 7 persone. Partenza dal porto di Stintino, bagno e snorkeling, merenda sarda e Vermentino. Il racconto del Golfo te lo facciamo a bordo.

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Domande frequenti sull’esodo dall’Asinara

Perché gli abitanti dell’Asinara lasciarono l’isola nel 1885?

La legge del 28 giugno 1885 n. 3183 espropriò le terre dell’isola per farne una colonia penale agricola e una stazione sanitaria di quarantena, il lazzaretto di Cala Reale. Gli abitanti furono costretti ad andarsene.

Quante famiglie fondarono Stintino?

45 famiglie, in gran parte pescatori di origine ligure di Cala d’Oliva insieme ad alcune famiglie di pastori sardi. Gli altri abitanti dell’isola si trasferirono soprattutto a Porto Torres e nella Nurra.

Quando è stata fondata Stintino?

La data ufficiale di fondazione è il 14 agosto 1885. Il paese è stato frazione di Sassari fino al 1988, quando è diventato Comune autonomo.

Cosa significa il nome Stintino?

Deriva da Isthintini, parola sassarese che significa “intestini” o “budello”. Si riferisce alle due insenature lunghe e strette, Porto Minori e Porto Mannu, tra cui sorge il paese.

Come si ricorda oggi l’esodo del 1885?

Con la festa della fondazione e il Raduno dei 45 il 14 agosto, con la festa patronale della Madonna della Difesa l’8 settembre e la processione a mare, e con il lavoro dell’associazione dei discendenti, la Comunità Sinarischa.

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