Ogni 8 settembre, nel primo pomeriggio, il porto di Stintino cambia voce: i motori si spengono, le barche si affiancano in rada e dalla banchina partono i canti. Alla Madonna della Difesa Stintino affida da sempre la propria protezione: è la patrona del paese e la sua festa è il momento in cui la comunità si riconosce, ogni anno, nella propria storia: quella di 45 famiglie che nel 1885 lasciarono l’Asinara e portarono con sé, sulla nuova sponda, una piccola statua della Vergine e una confraternita appena nata.
Per chi naviga il Golfo dell’Asinara, come facciamo noi da giugno a metà ottobre, questa devozione non è un capitolo di folklore: è la chiave per capire perché Stintino guarda il mare in un certo modo. In questo articolo raccontiamo l’origine del culto sull’isola, la confraternita che lo custodisce, la Casa in via Sassari, la chiesa e la processione a mare. Se vuoi prima un quadro del paese, parti dalla nostra pagina su Stintino e il suo territorio.
In breve
La Beata Vergine della Difesa è la patrona di Stintino. La sua confraternita fu fondata dagli abitanti dell’Asinara nel 1865 (alcune fonti indicano la vigilia di Natale del 1864), vent’anni prima dell’esodo del 1885. La festa cade ogni anno l’8 settembre, con messa al mattino e, dalle 16:30, la processione a mare nella rada del porto. La sede della confraternita, inaugurata nel 2008 in via Sassari, apre al pubblico durante Monumenti Aperti.
Le origini: una devozione nata sull’Asinara
Prima di diventare un parco nazionale, prima ancora del carcere, l’Asinara era un’isola abitata. Ci vivevano pastori sardi e famiglie di pescatori, una parte delle quali di origine ligure, con legami documentati con Camogli e con l’isola di Ponza. I nuclei principali erano a Cala d’Oliva, a Cala Reale e a Fornelli. Cala d’Oliva, sul versante orientale dell’isola, è indicata da Sardegna Turismo come il borgo dei futuri fondatori di Stintino.
È in questa comunità di mare che nasce il culto per la Beata Vergine della Difesa. Il titolo è eloquente: una Madonna che protegge, che difende dal male e dai pericoli. Per gente che usciva ogni giorno in barca tra le correnti del Golfo e i fondali di Fornelli, era una protezione concreta, non un’astrazione.
Sulle forme esatte del culto prima del 1885 le fonti pubbliche dicono poco. Ciò che è certo è il segno che quella comunità ha lasciato: una confraternita organizzata e un piccolo simulacro della Vergine che i fondatori portarono con sé quando dovettero lasciare l’isola. Quella statuetta è ancora oggi il simbolo storico del sodalizio.

La confraternita di Stintino: fondata prima dell’esodo
La confraternita di Stintino è più antica del paese stesso. Secondo la scheda ufficiale di Monumenti Aperti, la Confraternita della Beata Vergine della Difesa fu istituita nel 1865 dagli abitanti dell’Asinara, «prima dell’allontanamento forzato» dall’isola. Altre fonti precisano la data: il 1° gennaio 1865 secondo alcune ricostruzioni, il 24 dicembre 1864 secondo altre. Non a caso il sodalizio ha celebrato i suoi 160 anni nel dicembre 2024.
Il punto essenziale non cambia: quando nel 1885 le famiglie lasciarono l’isola, la confraternita esisteva già da vent’anni. Non è nata a Stintino, è arrivata a Stintino.
Chi ne fa parte e come si entra
La confraternita della Madonna della Difesa di Stintino è un’istituzione viva e molto partecipata. Possono iscriversi gli stintinesi che hanno compiuto 12 anni, e di fatto una larga parte del paese ne fa parte. L’ingresso dei nuovi confratelli avviene tradizionalmente l’8 dicembre, nella festa dell’Immacolata Concezione: dopo la messa, i ragazzi accompagnano in processione il piccolo simulacro fino alla sede di via Sassari.
L’abito è semplice e riconoscibile:
- veste e camicia bianche per i confratelli;
- cappa azzurra e cordone dello stesso colore;
- per le ragazze, il cordone tradizionale.
I confratelli partecipano alle principali funzioni religiose e accompagnano i defunti della confraternita nell’ultimo viaggio, in abito. Oggi il sodalizio è anche un ente del terzo settore: la trasformazione in Onlus è avvenuta sotto la lunga presidenza di Giuseppe Benenati, durata circa un quarto di secolo, a cui nel 2024 è succeduto Antonio Diana.
Il priore: un anno da custode della festa
Ogni anno la confraternita elegge un priore (chiamato anche obriere), che ha il compito di organizzare la festa patronale. Il mandato dura dodici mesi, durante i quali il priore porta lo stendardo con l’immagine della Madonna della Difesa. L’elezione si tiene nella sede della confraternita durante l’Ottava, la domenica successiva alla festa.
Il passaggio di consegne è un rito pubblico. Dopo la messa e la processione, lo stendardo passa dal priore uscente a quello entrante, alla presenza del parroco. Per tradizione, al nuovo priore viene posta al collo una cappa bordeaux, segno del ruolo. Nel settembre 2025 è stato eletto Pietro Denegri, 133° priore della storia della confraternita: un numero che, da solo, racconta oltre un secolo e mezzo di continuità.
Lo sapevi?
Nella Casa della Confraternita è conservata una galleria fotografica di tutti i priori, dal fondatore a oggi. È probabilmente il “registro” più completo delle famiglie stintinesi: scorrendo i volti e i cognomi si ritrovano molti dei nuclei che nel 1885 lasciarono l’Asinara.
Dall’Asinara a Stintino: la Madonna della Difesa nell’esodo del 1885
Nel giugno del 1885 il governo italiano decise di destinare l’Asinara a stazione sanitaria di quarantena marittima, con il lazzaretto a Cala Reale, e a colonia penale agricola. Per gli abitanti significò lo sgombero. Nell’agosto dello stesso anno 45 famiglie ottennero un indennizzo e un terreno sulla penisola di fronte, tra Porto Minori e Porto Mannu, vicino alla Tonnara Saline. La data di fondazione di Stintino è fissata al 14 agosto 1885.
Abbiamo raccontato questa vicenda nel dettaglio nell’articolo sull’esodo dall’Asinara e la fondazione di Stintino. Qui conta un aspetto: nel trasloco forzato, accanto alle reti, alle barche e alle masserizie, le famiglie portarono la loro devozione. La Madonna della Difesa divenne così la patrona del nuovo paese, e la confraternita il suo cuore organizzativo.
Non tutte le famiglie scelsero Stintino: altre si stabilirono a Porto Torres, a Sassari, a Castelsardo. Ma quelle che fondarono la “Comunione dei 45”, ricordata oggi dalla Piazza dei 45, fecero della festa della Madonna della Difesa a Stintino il momento in cui ogni anno si rinnova la memoria del distacco dall’isola.
| Anno | Tappa |
|---|---|
| 1864-1865 | Gli abitanti dell’Asinara fondano la Confraternita della Beata Vergine della Difesa (le fonti indicano il 24 dicembre 1864 o il 1° gennaio 1865) |
| 1885 | L’Asinara diventa lazzaretto e colonia penale; 45 famiglie fondano Stintino (14 agosto) e portano con sé il simulacro della Vergine |
| 1934 | Il primo parroco, don Vittorio Prunas, avvia la costruzione della chiesa parrocchiale dell’Immacolata Concezione |
| 2008 | Viene inaugurata la Casa della Confraternita in via Sassari |
| 2024 | 160 anni della confraternita, celebrati l’8 dicembre con l’ingresso dei nuovi confratelli |
| 2025 | La Casa della Confraternita è tra i siti di Monumenti Aperti; a settembre Pietro Denegri diventa il 133° priore |
La Casa della Confraternita in via Sassari
La sede della confraternita si trova in via Sassari 121/b, nel centro di Stintino. È stata inaugurata nel 2008 e non è un semplice ufficio: è un piccolo archivio della memoria collettiva. Custodisce i documenti originali del sodalizio, gli abiti tradizionali dei confratelli e la galleria fotografica dei priori.
È anche il luogo dove la festa si chiude: dopo la processione dell’8 settembre, qui si offrono ai presenti i biscotti tipici stintinesi e il vino bianco. Ed è qui che, durante l’Ottava, si vota il nuovo priore. Nei mesi successivi all’8 dicembre la Casa ospita per un periodo anche il piccolo simulacro arrivato dall’Asinara.
Visitarla con Monumenti Aperti
Di norma la Casa non è aperta come un museo. L’occasione migliore per entrare è Monumenti Aperti, la manifestazione che ogni primavera apre al pubblico i luoghi della cultura in Sardegna. Nell’edizione 2025, il 24 e 25 maggio, la Casa della Confraternita Madonna della Difesa era tra i siti visitabili di Stintino, con visite guidate dagli alunni delle classi quarta e quinta della scuola primaria.
È un buon segno di come la tradizione si trasmette: di generazione in generazione. Gli orari cambiano ogni anno, quindi conviene controllare il programma ufficiale dell’edizione in corso.

La chiesa dell’Immacolata Concezione
Le celebrazioni religiose per la Madonna della Difesa a Stintino si svolgono nella chiesa parrocchiale dell’Immacolata Concezione, affacciata sulla piazza nel cuore del paese. La sua costruzione fu promossa nel 1934 dal primo parroco di Stintino, don Vittorio Prunas. È un edificio sobrio, dalla facciata chiara e dal campanile a torre.
Sulla facciata una lapide ricorda i caduti delle due guerre mondiali, con molti dei cognomi storici del paese. Il ricordo dei caduti ha un ruolo preciso nella festa: l’8 settembre, prima della processione, si benedice il monumento ai caduti e il sindaco vi depone una corona d’alloro. Il legame tra la patrona, i caduti in guerra e i caduti del mare è uno dei tratti più sentiti della celebrazione.
Dalla chiesa parte la processione: il simulacro della Vergine viene portato a spalla per le vie del paese prima di raggiungere il porto.

La festa: per la Madonna della Difesa Stintino si ferma l’8 settembre
Una precisazione utile, perché in rete circolano date diverse: la festa della Madonna della Difesa a Stintino si celebra l’8 settembre, giorno in cui la Chiesa ricorda la Natività di Maria. Non è legata alla prima domenica del mese: si tiene l’8, qualunque giorno della settimana sia. Nel 2023 cadeva di venerdì, nel 2024 di domenica, e in entrambi i casi il giorno clou è stato l’8.
Attorno alla data principale il programma si allarga. Negli ultimi anni la festa patronale è durata circa due settimane, dai primi giorni di settembre fino all’Ottava, con appuntamenti religiosi e civili.
Il programma tipo della giornata
Il programma varia ogni anno, ma la struttura della giornata dell’8 settembre è ormai consolidata:
- mattina: messa solenne in parrocchia, intorno alle 10;
- mezzogiorno: in alcune edizioni, il palio remiero nella rada del porto vecchio, davanti alla spiaggetta Azzena;
- dalle 16:30: funzioni religiose, benedizione del monumento ai caduti e processione, prima per le vie e poi a mare;
- dopo la processione: biscotti e vino bianco offerti alla Casa della Confraternita;
- sera: fuochi d’artificio sul lungomare Colombo e musica in Piazza dei 45.
Nei giorni seguenti trovano spazio la sagra del pesce e i giochi tradizionali come l’albero della cuccagna a mare. La domenica dell’Ottava chiude il ciclo con l’elezione del nuovo priore, la messa, la processione e il passaggio dello stendardo.
La processione a mare sulle barche
È il momento che più rappresenta la festa della Madonna della Difesa a Stintino. Terminata la processione per le vie del paese, il simulacro raggiunge il porto e la celebrazione continua sull’acqua, nella rada del porto. Un corteo di imbarcazioni accompagna la Vergine: barche da pesca, imbarcazioni da diporto e, ogni anno, numerose barche tradizionali a vela latina.
Durante la cerimonia viene lanciata in mare una corona di fiori in memoria dei caduti del mare. È un gesto che a Stintino ha un peso particolare: in un paese che per decenni ha vissuto di tonnara e di pesca, quasi ogni famiglia conosce il prezzo che il mare può chiedere.
La processione a mare dipende, ovviamente, dal tempo. Nel 2024 il maestrale e la pioggia hanno costretto a rinunciare al corteo in barca: la processione si è svolta solo a terra, con un breve percorso per le vie del paese, e l’uscita in mare è stata rinviata. Anche questo fa parte della tradizione: a decidere, in fondo, è sempre il Golfo.

Lo sapevi?
Alla festa della Madonna della Difesa di Stintino partecipano, oltre alla confraternita locale, gli stendardi di altre confraternite della Nurra e gruppi folk da diversi paesi della Sardegna: nel 2024 sono sfilati tredici stendardi e gruppi da Olmedo, Ittiri, Porto Torres e Fonni.
Il legame con i pescatori e con il mare
Attorno alla Madonna della Difesa Stintino ha costruito, prima di tutto, una festa di pescatori. Lo è per origine, perché nasce da una comunità che sull’Asinara viveva di mare. Lo è per forma, perché il suo momento più alto si svolge sulle barche. E lo è per memoria, perché ricorda chi in mare non è tornato.
Il paese ha costruito la sua economia sulla tradizione marinara di tonnare, gozzi e vela latina: la Tonnara Saline è rimasta attiva fino ai primi anni Settanta, e Stintino ospita la Cooperativa Pescatori più antica d’Italia nel suo settore. La devozione alla patrona ha accompagnato tutto questo: le uscite in barca, le stagioni del tonno, i giorni di maestrale in cui si restava a terra.
Non è un caso che ogni anno, nel corteo in rada, si vedano tante vele latine. Il gozzo con la vela triangolare è la barca con cui le famiglie stintinesi hanno pescato per generazioni, e portare la Madonna su quelle barche significa riconoscere che fede e mestiere, qui, sono sempre andati insieme.
Il Golfo della Madonna della Difesa, visto dal gozzo
Quando usciamo dal porto di Stintino con il Professore, il nostro gozzo in legno a vela latina, attraversiamo proprio la rada in cui l’8 settembre sfila la processione. Poi la prua punta verso la Pelosa, l’Isola Piana e il profilo dell’Asinara, che dal mare si vede in tutta la sua lunghezza. È la stessa linea d’acqua che 45 famiglie attraversarono nel 1885.
Non sbarchiamo sull’isola: la guardiamo dal Golfo, come la guardavano gli stintinesi dopo l’esodo. Navigare a vela latina lungo questa costa, al ritmo del vento, aiuta a capire perché la devozione alla patrona sia così legata al mare. Per la Madonna della Difesa Stintino vi aspetta l’8 settembre; chi vuole conoscere il Golfo che la circonda può farlo con noi, in mezza giornata di navigazione, per tutta la stagione.

Naviga la rada della processione a bordo di un gozzo a vela latina
Mezza giornata a bordo del Professore, al massimo 7 persone, partenza dal porto di Stintino. Bagno e snorkeling, merenda sarda e Vermentino inclusi.
Domande frequenti: Madonna della Difesa Stintino
Quando si celebra la festa della Madonna della Difesa a Stintino?
La festa patronale si celebra ogni anno l’8 settembre, festa della Natività di Maria, indipendentemente dal giorno della settimana. La processione a mare si svolge nel pomeriggio, di solito dalle 16:30. Il programma civile e religioso si estende per circa due settimane, fino all’Ottava.
Quando è stata fondata la confraternita di Stintino?
La Confraternita della Beata Vergine della Difesa fu fondata sull’Asinara prima dell’esodo del 1885. La scheda di Monumenti Aperti indica il 1865; altre fonti riportano il 1° gennaio 1865 o il 24 dicembre 1864. Nel dicembre 2024 il sodalizio ha festeggiato i 160 anni.
Si può visitare la Casa della Confraternita?
La sede di via Sassari 121/b apre al pubblico in occasioni particolari, in particolare durante Monumenti Aperti, in primavera. Nel 2025 le visite erano guidate dagli alunni della scuola primaria. Gli orari vanno verificati sul programma di ogni edizione.
Chi può entrare nella confraternita?
Possono iscriversi gli stintinesi che hanno compiuto 12 anni. L’ingresso dei nuovi confratelli avviene tradizionalmente l’8 dicembre, festa dell’Immacolata, con la vestizione: abito bianco e cappa azzurra per i ragazzi, cordone tradizionale per le ragazze.
Che cos’è la processione a mare?
Dopo la processione per le vie del paese, il simulacro della Vergine viene accompagnato in rada da un corteo di barche, tra cui molte imbarcazioni tradizionali a vela latina. Durante la cerimonia si lancia in mare una corona di fiori per i caduti del mare. Con il maltempo la parte in mare può essere annullata o rinviata.
Cosa c’entra l’Asinara con la Madonna della Difesa?
Il culto e la confraternita nacquero tra gli abitanti dell’Asinara, la cui comunità di pescatori viveva in borghi come Cala d’Oliva. Quando nel 1885 l’isola fu destinata a lazzaretto e colonia penale, le 45 famiglie che fondarono Stintino portarono con sé la confraternita e un piccolo simulacro della Vergine, ancora oggi simbolo del sodalizio.
Immagine di copertina – Foto: L'Unione Sarda, su gentile concessione
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