Asinara colonia penale: storia del carcere dal 1885 al 1997

Dal porto di Stintino l’Asinara è lì, a poche miglia: una lunga isola di colline basse, con le case bianche che spuntano qua e là lungo la costa. Per più di un secolo quell’isola è stata quasi irraggiungibile. Ci vivevano detenuti, guardie, le loro famiglie e pochi altri. La storia del carcere dell’Asinara comincia nel 1885 e finisce poco più di cento anni dopo, quando al posto delle celle arriva un Parco nazionale.

A bordo del nostro gozzo, mentre navighiamo nel Golfo, è una delle storie che gli ospiti ci chiedono più spesso. In questo articolo la raccontiamo con ordine: la colonia penale agricola, le diramazioni sparse sull’isola, la vita di chi lavorava la terra da recluso, gli anni del supercarcere e la chiusura. Con il rispetto che si deve a un luogo dove migliaia di persone hanno vissuto, lavorato e sofferto.

In breve

Il carcere dell’Asinara nasce con la legge del 28 giugno 1885, che istituisce sull’isola una colonia penale agricola e un lazzaretto. I detenuti vivono in una decina di diramazioni dove coltivano e allevano. Dagli anni Settanta l’isola ospita anche sezioni di massima sicurezza. Il carcere chiude tra il 1997 e il 1998 e nasce il Parco nazionale.

1885: la legge che trasforma l’Asinara in un’isola-carcere

Fino all’Ottocento l’Asinara era abitata da una piccola comunità di pastori e pescatori. Nel 1885 il governo guidato da Agostino Depretis fa approvare la legge 28 giugno 1885, n. 3183, che destina l’isola a due funzioni: una colonia penale agricola e un lazzaretto, cioè una stazione per la quarantena delle navi.

Per gli abitanti è uno sradicamento. Le famiglie vengono costrette a lasciare le loro case. Una parte si sposta nella Nurra, mentre 45 famiglie attraversano lo stretto e fondano un nuovo paese sulla penisola di fronte: è la nascita di Stintino. Chi oggi passeggia per il borgo cammina in un paese che esiste proprio a causa di quella legge. Ne parliamo anche nella nostra guida a Stintino.

Lo sapevi?

Stintino è uno dei pochi paesi della Sardegna con una data di nascita precisa. Lo hanno fondato le famiglie allontanate dall’Asinara dopo la legge del 1885: senza la colonia penale, il paese da cui partiamo ogni giorno probabilmente non esisterebbe.

La colonia penale agricola dell’Asinara: come era organizzata

La colonia penale agricola dell’Asinara era un sistema diffuso su tutta l’isola: una decina di diramazioni, costruite in tempi diversi, ognuna con i suoi dormitori, le sue stalle e i suoi campi. Il centro amministrativo era a Cala d’Oliva, nel nord dell’isola, dove si trovavano la direzione, la caserma degli agenti, le officine e la Diramazione Centrale, l’edificio carcerario più importante.

Le altre diramazioni erano sparse lungo l’isola. Le funzioni sono cambiate nel corso dei decenni, ma secondo le ricostruzioni storiche e le testimonianze raccolte dalla stampa sarda la geografia era più o meno questa:

  • Cala d’Oliva: direzione della colonia, Diramazione Centrale e, negli ultimi anni, una sezione di massima sicurezza detta “bunker”.
  • Fornelli: nella parte meridionale, vicino all’approdo. Nata come diramazione con dormitori, è diventata dagli anni Settanta il carcere di massima sicurezza.
  • Santa Maria: agricoltura e allevamento; negli ultimi decenni ospitava soprattutto detenuti stranieri.
  • Campu Perdu: detenuti comuni impegnati nel lavoro agricolo. Qui sorge anche l’ossario dei prigionieri austro-ungarici.
  • Trabuccato: detenuti comuni, con un piccolo nucleo abitato attorno.
  • Case Bianche: legata all’allevamento, vi lavoravano spesso detenuti di origine pastorale.
  • Tumbarino: piccola e isolata, con pochi reclusi tenuti separati dagli altri.
  • Stretti ed Elighe Mannu: diramazioni minori. Quella di Stretti, aperta nel 1918, venne abbandonata nel 1958.

Ogni diramazione era quasi un piccolo villaggio, e a Cala d’Oliva vivevano anche le famiglie degli agenti di custodia. Per tutti, detenuti e guardie, il mare era il confine con il resto della Sardegna.

Cortile interno della Diramazione Centrale dell'ex carcere di Cala d'Oliva all'Asinara
Il cortile della Diramazione Centrale, l'edificio carcerario più importante dell'isola. Foto: Gioele Serra, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

La vita dei detenuti lavoranti

L’idea alla base della colonia agricola era il lavoro. I detenuti allevavano bestiame, coltivavano cereali e curavano le vigne. Col tempo sono nati anche mestieri più specializzati: calzolai, barbieri, meccanici. Secondo il Parco nazionale dell’Asinara, questi incarichi erano affidati soprattutto ai reclusi vicini al fine pena, che potevano così imparare un lavoro da portare fuori.

Per i detenuti comuni la giornata si svolgeva in buona parte all’aperto. Un ex direttore del carcere, intervistato dall’Unione Sarda, ha raccontato che negli anni Novanta i reclusi comuni tagliavano legna, coltivavano gli orti e portavano al pascolo gli animali con una sorveglianza leggera durante il giorno. Molti dei sentieri che oggi i visitatori percorrono a Cala d’Oliva sono stati realizzati anche grazie al lavoro dei detenuti.

C’era spazio anche per lo sport. Sull’isola c’erano quattro campi da calcio e si organizzavano tornei interni tra le diramazioni. Non bisogna però idealizzare: l’isolamento era totale, le famiglie lontane, e per molti l’Asinara restava una condanna dura da scontare.

Il lazzaretto e la stazione sanitaria di Cala Reale

L’altra metà della legge del 1885 riguardava la salute pubblica. A Cala Reale, sulla costa orientale, nacque la stazione sanitaria marittima: qui le navi sospette di trasportare malattie come colera e tubercolosi facevano la quarantena. A fine Ottocento il complesso aveva un edificio per gli uffici, un dormitorio da 300 posti e un ospedale da 30 letti.

Durante la Prima guerra mondiale, dal 1915, l’Asinara accolse decine di migliaia di prigionieri austro-ungarici arrivati dopo la ritirata dalla Serbia. Molti morirono di malattia. I loro resti, circa settemila, riposano nell’ossario di Campu Perdu, costruito nel 1936. A Cala Reale e al lazzaretto dedicheremo un articolo a parte: è una storia che merita spazio.

Cartello in pietra con la scritta Cala Reale all'Asinara
Cala Reale, sede della stazione sanitaria marittima istituita con la legge del 1885.

Il supercarcere dell’Asinara: gli anni della massima sicurezza

Dagli anni Settanta la storia del carcere cambia volto. Già nel luglio 1971 arrivano sull’isola i primi indiziati di appartenere alla mafia. Pochi anni dopo, a metà del decennio, nasce il supercarcere dell’Asinara: le strutture di Fornelli vengono trasformate in un carcere di massima sicurezza per i detenuti considerati più pericolosi dallo Stato.

Sono gli anni del terrorismo e dei sequestri di persona. A Fornelli vengono reclusi militanti delle Brigate Rosse, tra cui i fondatori Renato Curcio e Alberto Franceschini, ed esponenti dell’Anonima sequestri. Il 2 ottobre 1979 la sezione è teatro di una violenta rivolta. Alla fine del 1980 il braccio di Fornelli viene chiuso.

Negli anni Ottanta l’isola ospita ancora detenuti di primo piano: tra il 1982 e il 1986, per esempio, vi fu recluso il capo della Nuova camorra organizzata, Raffaele Cutolo. Nel 1985 a Cala d’Oliva soggiornarono anche i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, una vicenda a cui dedichiamo un articolo specifico.

Il 41-bis e gli ultimi anni

Dopo le stragi di Capaci e via D’Amelio, nell’agosto 1992 Fornelli riapre in meno di un mese come sezione per i detenuti sottoposti al regime del 41-bis. In pochi giorni arrivano in elicottero decine di capi delle organizzazioni mafiose. Negli anni successivi l’isola ospita anche Salvatore Riina, detenuto nella sezione di massima sicurezza di Cala d’Oliva. Per questi reclusi la vita era il contrario di quella dei detenuti lavoranti: isolamento anche durante le ore d’aria, nessun contatto con il resto dell’isola.

Aiuola in pietra nel giardino esterno dell'ex carcere di massima sicurezza di Fornelli all'Asinara
Il giardino esterno dell'ex carcere di Fornelli, sezione di massima sicurezza dagli anni Settanta. Foto: MarioCartaSerra, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

La chiusura del carcere dell’Asinara e la nascita del Parco

Intanto cresceva la richiesta di restituire l’isola alla collettività, sostenuta anche da comitati e cittadini del territorio. La legge 8 ottobre 1997, n. 344 prevede l’istituzione del Parco nazionale dell’Asinara. Il 28 novembre 1997 il Ministero dell’Ambiente firma il decreto di perimetrazione provvisoria. Il carcere viene dismesso: l’esperienza del 41-bis si chiude tra il 1997 e il 1998, e a gennaio 1998 lascia l’isola l’ultimo personale della Polizia Penitenziaria.

Dal 1999 il Parco comincia a operare e l’Asinara si apre ai visitatori. Il decreto del Presidente della Repubblica del 3 ottobre 2002 istituisce formalmente il Parco nazionale e il suo Ente, e nello stesso anno nasce l’Area marina protetta. Oggi la Diramazione Centrale di Cala d’Oliva ospita un centro di educazione ambientale, e altre ex strutture carcerarie sono state recuperate o sono in fase di recupero.

Più di un secolo di accesso limitato ha avuto un effetto inatteso: l’ambiente dell’isola è arrivato a noi quasi intatto. Per scoprire cosa si può visitare oggi, leggi la nostra guida su cosa vedere all’Asinara.

Lo sapevi?

L’Asinara è rimasta chiusa al pubblico dal 1885 al 1999. Proprio questo lungo isolamento ha protetto la flora, la fauna e le coste dell’isola, compresi i famosi asinelli bianchi, che oggi sono uno dei simboli del Parco.

Cronologia del carcere dell’Asinara

Anno Cosa succede
1885 Legge 28 giugno n. 3183: nascono la colonia penale agricola e il lazzaretto. Gli abitanti lasciano l’isola, 45 famiglie fondano Stintino.
1915 Arrivano i primi prigionieri austro-ungarici della Grande guerra.
1936 Costruzione dell’ossario di Campu Perdu.
1958 Viene abbandonata la diramazione di Stretti, aperta nel 1918.
1971 Arrivano i primi indiziati di mafia.
Metà anni ’70 Fornelli diventa carcere di massima sicurezza.
1979 2 ottobre: rivolta nella sezione di Fornelli.
1980 Chiusura del braccio di Fornelli.
1992 Agosto: Fornelli riapre per i detenuti in regime di 41-bis.
1997 Legge 344 dell’8 ottobre e decreto del 28 novembre: si avvia il Parco nazionale. Inizia la dismissione del carcere.
1998 Gennaio: lascia l’isola l’ultimo personale della Polizia Penitenziaria. Si chiude il 41-bis.
1999 Il Parco diventa operativo, l’isola si apre ai visitatori.
2002 DPR 3 ottobre: istituzione formale del Parco e dell’Ente parco. Nasce l’Area marina protetta.

Guardare l’Asinara dal mare, sapendo la sua storia

Dal Golfo dell’Asinara l’isola si vede per tutta la navigazione. Con la vela latina issata e il gozzo che scivola piano, è facile capire perché per un secolo questo tratto di mare sia stato un confine: da una parte Stintino, dall’altra un’isola dove non si poteva sbarcare. Oggi quel confine non c’è più, ma la memoria resta. Se vuoi approfondire la storia e la natura dell’isola, trovi tutto nella nostra pagina dedicata all’isola dell’Asinara.

Il gozzo Il Professore naviga a vela latina nel Golfo dell'Asinara
Dal Golfo l’Asinara accompagna tutta la navigazione.

Durante l’escursione navighiamo lungo la costa di Stintino e nel Golfo, facciamo una sosta per il bagno e lo snorkeling e raccontiamo, a chi lo desidera, le storie di questo mare: le tonnare, i gozzi, la vela latina e anche quella dell’isola di fronte.

Naviga nel Golfo dell’Asinara a vela latina

Mezza giornata a bordo del Professore, gozzo storico in legno, al massimo 7 persone. Partenza dal porto di Stintino, sosta per il bagno, merenda sarda e Vermentino inclusi.

Scopri l’escursione

Domande frequenti sul carcere dell’Asinara

Quando è nato il carcere dell’Asinara?

Con la legge 28 giugno 1885, n. 3183, che istituì sull’isola una colonia penale agricola e un lazzaretto. Gli abitanti furono trasferiti e una parte di loro fondò Stintino.

Quando è stato chiuso il carcere dell’Asinara?

La dismissione è avvenuta tra il 1997, anno della legge che prevede il Parco, e il gennaio 1998, quando l’ultimo personale della Polizia Penitenziaria lasciò l’isola.

Cosa erano le diramazioni dell’Asinara?

Erano i nuclei della colonia penale sparsi sull’isola, una decina in tutto, tra cui Cala d’Oliva, Fornelli, Santa Maria, Campu Perdu, Trabuccato, Case Bianche e Tumbarino. In ognuna i detenuti vivevano e lavoravano, soprattutto in agricoltura e allevamento.

Cos’era il supercarcere dell’Asinara?

Era la sezione di massima sicurezza nata a Fornelli negli anni Settanta per detenuti legati al terrorismo, ai sequestri e alla criminalità organizzata. Chiusa nel 1980, riaprì nel 1992 per il regime del 41-bis.

Si possono vedere le ex carceri?

Alcune strutture si trovano dentro il Parco nazionale dell’Asinara e sono state recuperate, come la Diramazione Centrale di Cala d’Oliva. Per visite e orari conviene consultare il sito del Parco. La nostra escursione in gozzo naviga nel Golfo e lungo la costa di Stintino, con l’Asinara all’orizzonte.

Vivi il Golfo

Scopri questi luoghi dal mare

Prenota la tua escursione in gozzo a vela latina e lasciati guidare alla scoperta del Golfo dell’Asinara.

cala-oliva-asinara

Asinara colonia penale: storia del carcere dal 1885 al 1997

Dalla legge del 1885 alla chiusura tra il 1997 e il 1998: come funzionava la...
restauro gozzo stintino

Come si costruisce un gozzo in legno: i maestri d’ascia del nord Sardegna

Chiglia, ordinate, fasciame, calafataggio: come nasce un gozzo in legno, quali legni e attrezzi usa...
MUT Stintino

MUT, il Museo della Tonnara di Stintino: cosa vedere e come visitarlo

Attrezzi, documenti, fotografie, opere d'arte e video: il MUT racconta la tonnara Saline e la...

La Tonnara Saline di Stintino: storia della pesca del tonno dalle origini alla chiusura

Dal primo documento del 1602 alla chiusura negli anni Settanta: la storia della Tonnara Saline...
spiaggia pelosa torre aragonese stintino

Stintino a ottobre: mare, clima e cosa fare a fine stagione

Clima medio, temperatura del mare, regole della Pelosa e cosa fare a Stintino a ottobre:...

L’asinello bianco dell’Asinara: storia e biologia di un simbolo

Perché gli asinelli dell'Asinara sono bianchi? Albinismo, occhi chiari, ipotesi sull'origine, numeri del Parco e...
Torna in alto